Possiamo, pur senza trionfalismi, trarre un giudizo di grande soddisfazione per il ruolo avuto dal nostro Gruppo consiliare comunale per il rinvio, ad un successivo dibattito,  dell’eventuale decisione sulla vendita della quota azionaria del Comune in GESAC. Ora, col contributo determinante anche dei lavoratori dell’Aeroporto, di cui ieri era presente una delegazione in aula, dobbiamo monitorare con attenzione l’evolversi della situazione. Diciamo, sin da adesso, che il ruolo di “infrastruttura strategica” del nostro Aeroporto Internazionale non può essere cancellato nè dal prossimo decreto Madia sulle Partecipate, né dalle manovre campanilistiche del Presidente De Luca. Capodichino va ulteriormente valorizzata, va accelerato l’avvio dei lavori del tratto di metropolitana che deve collegare l’aeroporto alla città, lo scalo partenopeo è una risorsa d’immagine ma anche finanziaria (il risultato d’esercizio della GESAC del 2014 s’è chiuso con un attivo di € 16.623.339, quello del 2015 con un attivo di 12.616.568 e i crescenti flussi turistici lasciano ben sperare) e, quindi, è fonte di utili per le casse comunali e metropolitane. La quota del 12,50 insieme ad analoga quota della Città Metropolitana dà una presenza pubblica del 25% che, per quanto minoritaria, non è irrilevante. – Per noi l’ anomalia napoletana si difende senza retorica e senza proclami, ma concretamente; ciò l’ abbiamo detto in campagna elettorale e lo stiamo portando avanti nella nostra autonomia. Bloccare la completa priviatizzazione della GESAC significa reagire ai diktat europei e alla privatizzazione della gestione dei servizi. – In Italia il Governo Renzi non è per nulla lontano da questa strada come dimostra anche la quotazione in borsa dell’ENAV. Da settembre lanciamo la proposta di attivare, con le forze sociali e politiche, un coordinamento permanente sulla valorizzazione delle partecipazioni pubbliche.

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