Contributo alla discussione

Nella precedente consiliatura l’ Amministrazione de Magistris ha dimostrato nei fatti di portare avanti una politica antiliberista nella gestione dei servizi pubblici, ciò è ancora più importante oggi che con la prossima entrata in vigore di alcuni dei decreti Madia ci sarà un’ ulteriore spinta verso la privatizzazione.

Battersi per evitare lo svuotamento del concetto stesso di servizio pubblico locale riteniamo che sia fondamentale per qualsiasi “Città Ribelle”, pertanto, a nostro avviso, è necessario procedere ad una rimodulazione del Piano di riequilibrio finanziario pluriennale del 2013 e ad una modifica del Piano operativo di razionalizzazione delle Società Partecipate approvato nell’ agosto dello scorso anno.

In particolare, nel citato Piano di riequilibrio è prevista la vendita del 40% del pacchetto azionario ANM (ripresa dal successivo Piano operativo di razionalizzazione) a cui si aggiunge la vendita della quota di partecipazione del Comune all’interno della GESAC prevista nel piano di cui alla delibera di giunta n. 555/2015.

In quest’ultimo caso, ci troviamo difronte ad una scelta incomprensibile per una città in pre-dissesto in quanto la GESAC è in attivo e, quindi, è una fonte d’entrata per il Comune (nel 2016, come risulta dalla relazione dei revisori al bilancio di previsione, sono stati introitati utili per € 1.562.500).

Pensiamo che in alternativa occorra sviluppare una riorganizzazione su scala metropolitana dei servizi coordinando le politiche del Comune e quelle della Città Metropolitana mirando ad un’ unica Azienda del trasporto su gomma attraverso la fusione tra ANM e CTP che permetta di lasciare la gestione pubblica del servizio, scelta analoga per la GESAC dove, com’è noto, c’è una partecipazione azionaria anche della Città metropolitana che può permettere, quindi, un ruolo pubblico più attivo nella gestione dei servizi aeroportuali senza escludere, nel medio periodo, un aumento delle quote azionarie dei due Enti.

Su queste proposte riteniamo che anche il nuovo Consiglio debba esprimere il suo orientamento perché le aziende partecipate sono parte integrante del patrimonio della nostra città e un loro eventuale ridimensionamento sarebbe un impoverimento dell’intera comunità napoletana.

Napoli 7/07/2016

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