Di Ettore Davide Coscione

Vai sul sito del Comune di Napoli e trovi un bando di concorso :- Avviso Pubblico per la partecipazione alla selezione di lavoratori residenti nel comune di Napoli percettori di ammortizzatori sociali in deroga dal 2012 al 2015, disposti ad effettuare, presso il Comune di Napoli, prestazione di lavori di tipo accessorio retribuiti mediante buoni di lavoro (voucher) finanziati dalla regione Campania. Analizziamo la proposta: 1 residenti nel comune di Napoli, e questo direi che va bene. 2 percettori di ammortizzatori sociali… e qui si blocca l’entusiasmo 3 disposti a lavorare con i Voucher Sul terzo mi viene un po’ da sorridere con chi parla di rivoluzioni nel comune di Napoli. Insomma, io, le prestazioni di tipo accessorio retribuiti con i voucher, li trovo un surrogato del lavoro a Nero. Si tratta di lavoro tassato, ma che non ha riscontri di tipo pensionistico. Ma restiamo nel pratico, questo lavoro ci servirebbe pure, ma…quel essere percettori negli anni 2012/2015… frena quelli come me, i miei amici, i miei fratelli. Mi domando, ma perché discriminare chi non ha avuto quei benefici? Mah! Il bando poi si lamenta che dei potenziali 457 posti necessari si sono presentate solo 41 richieste. Inoltre, perché in ogni bando o in ogni istituzione di ammortizzatori sociali ci sono decine di requisiti impossibili da rispettare? Penso alla social card, un esempio su tutti, non avere un auto di cilindrata maggiore di 1.3 negli ultimi anni. Quindi io che ho una 1.5 del 1996 non posso, chi invece ha una Ford fiesta del 2015 di cilindrata 1.0 si???? Siamo al paradosso. Comunque ci sarà sempre un cavillo, in ognuno di questi inquietanti ammortizzatori sociali, che fa venire il dubbio della non reale volontà politica di fornirli. Ecco che la mia soluzione resta la proposta di Legge di iniziativa popolare presentata alla Regione Campania per il Reddito Minimo Garantito ( sperando che diventi nazionale), che è l’unica via universale e reale di sostegno alla povertà. Quindi credo che dovremmo far presente al Sindaco di dare una svolta, sia sul uso dei voucher, che sui requisiti di questi comunque utili ammortizzatori sociali.

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